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Martedì, 08 Marzo 2016 09:44

Google porta wi-fi in India 'dal cielo'

ROMA, 8 MAR - Dove Facebook ha fallito potrebbe presto arrivare Google. Dopo che le autorità locali hanno bloccato il servizio 'Free Basics' con cui il social di Mark Zuckerberg offre un accesso gratuito ma parziale al web nelle aree non connesse del pianeta, in India potrebbe ora arrivare il wi-fi grazie a 'Project Loon', i palloni aerostatici di Big G che portano internet 'dal cielo'.

Il direttore amministrativo di Google per l'India, Rajan Anandan, ha detto all'Economic Times che la compagnia è in trattative con le aziende locali di tlc per il progetto.

"Stiamo parlando con un certo numero di operatoritelefonici locali", con cui le partnership sono indispensabili per il progetto, ha dichiarato Anandan, che ha parlato di "grande supporto" da parte del governo indiano e ha definito Project Loon come "un'infrastruttura nel cielo".
Il progetto, per ora in fase di test, dovrebbe decollare nel corso di quest'anno. L'obiettivo di Google è creare "anelli" di palloni, posizionati nella stratosfera a 18 km di altitudine, in grado di fornire connessioni veloci ed economiche a chi ora è tagliato fuori da internet.
L'obiettivo è lo stesso di 'Free Basics' di Facebook, che fa parte dell'iniziativa Internet.org ed è attualmente operativo in una trentina di Paesi.

Il mese scorso il servizio è però stato messo al bando dalle autorità indiane, perché accusato di violare il principio della neutralità della rete in quanto offre un accesso parziale al web. 'Free Basics', infatti, consente di accedere gratuitamente, oltre che al social network blu, a una serie limitata di siti web di pubblica utilità, dalla salute al lavoro all'educazione. (ANSA).

Venerdì, 26 Febbraio 2016 11:38

Il rischio del Wi-Fi ‘troppo’ pubblico

Attenzione alle reti che hanno nomi comuni. Potrebbero nascondere malintenzionati pronti a sottrarre dati sensibili.

Un esperimento condotto dai ricercatori Avast Software presso l’aeroporto di Barcellona ha evidenziato come gli utenti non prestino particolare attenzione quando si trovano a potersi connettere a un rete Wi-Fi aperta, con il rischio di essere spiati o con i dati violati da eventuali cybercriminali. Nel dettaglio è stata creata una rete Wi-Fi vicino all’area di registrazione del Mobile World Congress in corso in questi giorni nella città catalana, denominandola "Starbucks", "Airport_Free_Wifi_AENA" e "MWC Free WiFi". Nomi comuni o comunque apparentemente di servizi creati apposta per chi partecipa all’evento.

In tale contesto il rischio era per gli utenti con già salvate reti con gli stessi nomi sui rispettivi dispositivi con conseguente connessione automatica, oppure per chi era alla ricerca di una connessione gratuita. Avast spiega che in sole 4 ore ha visto transitare sulla rete creata ad hoc oltre 8 milioni di pacchetti dati da più di 2.000 utenti, scansionandoli ma non memorizzandoli. Questo quanto emerso:

Il 50,1% di chi si è collegato aveva un dispositivo Apple, il 43,4% un dispositivo Android, e il 6,5% un dispositivo Windows Phone. Il 61,7% cercava informazioni su Google o controllava la propria posta elettronica su Gmail. Il 14,9% visitava Yahoo e il 2% Spotify. Fronte social network, il 52,3% aveva installata la app di Facebook e il 2,4% quella di Twitter. L’1% usava invece app di dating (Tinder o Badoo). Infine, del 63,5% degli utenti è stato possibile vedere l’identità del dispositivo e dell’utente stesso. Il suggerimento dei ricercatori a chi utilizza un hotspot pubblico è in tal senso quella di servirsi di un servizio VPN che rende anonimi i dati.

 

fonte: www.soiel.it

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